Disturbo d’attenzione in eta’ adulta

Sia che una persona abbia riconosciuto il proprio disturbo in eta’ infantile, abbia gia’ una diagnosi di ADHS o ADS, sia che sia arrivata all’eta’ adulta senza essere consapevole delle proprie difficolta’,

la persona con disturbo d’attenzione ha spesso bisogno di un lavoro specifico per evitare che le proprie “caratteristiche” lo portino sempre a commettere errori simili e ad incorrere in problemi nelle relazioni e nell’ambito del lavoro. 

L’Obiettivo della terapia viene ovviamente personalizzato di caso in caso. In generale, il più delle volte e’ necessario incrementare le proprie capacita’ di pianificazione, di uso di strategie cognitive e di pensiero funzionale per migliorare l’attenzione e le funzioni esecutive, di consapevolezza nelle relazioni e incremento delle competenze sociali.African Daisy

Le Emozioni dei bambini

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Siete capaci di resistere alla rabbia, alla frustrazione, alla vergogna dei vostri figli?

Ci sono materiali e percorsi-laboratori da utilizzare singolarmente o in piccoli gruppi:

>> per bambini, per facilitargli la competenza emotiva, aiutarli a conoscere e gestire le emozioni in modo costruttivo

>> e per genitori, per aumentare la consapevolezza di quello che si può fare, per poter scegliere le strategie educative opportune.

E’ un vero e proprio lavoro quello che porta a migliorare e che può diventare davvero stimolante e piacevole se il clima e’ positivo, accogliente e giocoso.

African Daisy

 

A me non serve la psicoterapia!

Molti sanno cosa vogliono cambiare, conoscono la strada diretta, ma non conoscono la strada fatta dei passi alla loro portata.

Il lavoro della psicoterapia e’ questo, e’ come quello di un artigiano!

  • Si guarda bene COSA, prima di partire e’ meglio costruire e vedere bene la mappa. Cosa genera emozioni negative: malessere, insoddisfazione, paura, rabbia, disgusto, impotenza?
  • si scova il PERCHE’, quali sono le cause e i meccanismi che rendono difficile il cambiamento fai da te.
  • si propone il COME, il programma e le tappe

e si parte!!

Via verso il miglioramento!!

Spesso, gia’ nella fase del COSA e del PERCHE’ iniziano piccoli movimenti positivi verso il miglioramento.

AT drucken: Informationen

image001in der Ruhe liegt die Kraft… Es ist möglich, eine einfache Form der Selbsthypnose zu erlernen, um Stress abzubauen, mehr Lebensfreude zu entwickeln, gut einszuchlafen, die Konzentrationsfähigkeit zu steigern, Selbstbewusstsein zu stärken, Energie und Kraft zu tanken.

  • Autogenes Training (AT) für Erwachsene

 Donnerstag 9.00-9.40/10.00-10.40/18.30-19.10 / 19.30-20.10

10 Sitzungen a 40 Minuten (250,00 CHF)

  • Autogenes Training (AT) und Progressive Muskelentspannung (PME) für Kinder (5-9 Jahren)

Donnerstag 16.00-17.00/17.15-18.15                                                

5 Sitzungen a 60 Minuten (125,00 CHF) inkl. Materialien 

Jeder Kurs wird in kleinen Gruppen (2-4 Personen) durchgeführt, sodass auf individuelle Fragen und Anwendungen eingegangen werden kann.

 

Psicofarmaci??

Lo psicofarmaco preso senza un lavoro psicoterapeutico e un percorso di consapevolezza e’ un trattamento destinato a diventare cronico.

L’approccio cognitivo-comportamentale suddivide pensieri, comportamenti ed emozioni:

  • il lavoro si fa sui pensieri (e quello che c’e’ dietro) e i comportamenti (e quello che c’e’ intorno)
  • le ultime, le emozioni, sono conseguenti, coerenti e logiche rispetto al resto.

Se io ho pensieri errati, frutto di convinzioni sbagliate, di sbagliati legami tra i miei bisogni e le mie motivazioni e quello che faccio nella vita di tutti i giorni, sto male, provo emozioni negative.

Quando l’intensita’ di queste emozioni e’ troppo forte e non riesco piu’ ad andare avanti, quando i miei comportamenti diventano distruttivi, all’orizzonte ho due cose: psicofarmaci e psicoterapia. Spesso sono entrambi necessari, a volte una terapia farmacologica stabilizza le funzioni mentali, aiutando e permettendo il lavoro della psicoterapia, ma il solo farmaco, senza consapevolezza su perché e percome, porterà plausibilmente l’individuo ad un lunghissimo periodo di alti e bassi, senza durature soddisfazioni.

Anche nei BAMBINI e’ anche possibile considerare in casi particolari lo psicofarmaco come qualcosa di utile, ma solo se si affianca al lavoro di psicoterapia.

Sempre per i bambini, il trattamento, per essere più’ efficace, deve essere allargato alla famiglia, alla scuola, agli ambienti in cui vive.

Questo senza se e senza ma!

Lasciarsi con un telefonino

Ho tratto questa parte dall’articolo “Idea minima per sopravvivere agli amori finiti e agli affetti scomparsi” di Giusappe Rizzo, giornalista di internazionale.

[…] Lo pensa l’antropologo Franco La Cecla, che con gusto del divertimento mette insieme una casistica di rotture amorose tutte da leggere nel saggio Lasciarsi, e mette in guardia dai pericoli dei nuovi mezzi di comunicazione: “Se gli addii vengono mediati da telefoni, e-mail, sms, la loro natura si riduce e parzializza, non abbiamo a che fare con la persona intera, ma con un suo surrogato e anche gli addii diventano surrogati di un addio”. 

A me (Giuseppe Rizzo) vien da pensare che tutto questo si chiama evoluzione, e che già in passato l’uomo ha dovuto adattarsi a tecnologie che hanno modificato il proprio modo di vivere e amare, lasciarsi e piangere i propri morti. Lo hanno fatto la scrittura (ci si è lasciati attraverso lettere che devono essere state crudeli, anche se oggi ci sembrano più romantiche di un messaggio su WhatsApp), o la cremazione (l’idea di incenerire il proprio corpo era ritenuta abominevole fino a poco tempo fa). E oggi ci sembra accettabile chiudere una relazione usando il telefono, come dimostra una ricercacondotta da Ilana Gershon dell’università dell’Indiana.

Invece a me (Barbara) viene da pensare che i tempi per elaborare la fine di un rapporto o un lutto sono sempre gli stessi, 2 o 3 anni in media, e che quello che potrebbe cambiare sono i contatti che possiamo trovare poco dopo con altri esseri umani, piu’ facili e numerosi, diversi da quelli tradizionali. Si possono allacciare altri rapporti velocemente, senza essere troppo pronti, per non passare il tempo del dolore in solitudine.